Pensieri in vendita, prigionieri delle parole…o entrambe le cose..?

Molti anni or sono, un pellegrino calcando continuamente i sentieri della verità, in un momento di profonda mortificazione incontrò un saggio eremita, ed in quel frangente, a lui si rivolse come in uno sfogo dell’anima con queste parole: perdonatemi signore, ho smarrito la strada, come posso salvarmi? Sono un essere vile! Il vecchio saggio, conosceva profondamente l’animo umano e avendo scrutato nel profondo del cuore il suo interlocutore, a lui così si rivolse: vai, cerca, trova e portami qualcosa ancor più vile di te! Il pellegrino partì, si mise a cercare a destra e a manca ma, nulla valsero le sue ricerche, non trovò nulla che fosse pari o superiore alla sua viltà ma, un giorno, notando i propri escrementi, si fece strada nella sua mente che, finalmente avesse trovato un qualcosa peggiore di se stesso. Con umiltà, si apprestò alla raccolta per portarli al vecchio saggio ma, all’improvviso, chinandosi verso di essi, sentì una voce che a lui così si rivolse: Non mi toccare tu sei un contaminato! Mentre un tempo io fui uno squisito fagiano preparato con miele, latte e dolci mandorle, degno di essere presentato agli altari sacri, quale offerta al Divino. Purtroppo il destino, ha permesso che il mio contatto con te mi riducesse quale ora io sono per cui ora la gente vedendomi fugge tappandosi il naso e questo per una volta sola! Per cui ora ti chiedo: Non toccarmi una seconda, non so cosa potrebbe succedermi!Il Pellegrino capì allora quale fosse la vera umiltà e, poté allora proseguire il suo cammino con la certezza di poter finalmente raggiungere un altro grado di perfezione. Il progresso, la verità, si manifesta alle persone di spirito semplice, alla semplicità dell’anima ogni cosa si rivela ma, facciamo attenzione, cerchiamo di essere persone pie, non idiote. Molti fanno esibizione di umiltà dicendo:non sono che un essere strisciante nella polvere ma, dicendo questo si finisce per diventare deboli di spirito quanto l’essere strisciante stesso. Non lasciamo mai entrare lo scoraggiamento nel nostro cuore né la disperazione sul nostro cammino, esse sono i maggiori ostacoli al nostro camminare. 
Ciò che l’essere umano pensa, spesso lo diviene.

Ciao Gin,
con affetto Stefano


“…..e a chi vi dirà: io sono colui che ha detto queste parole, non credete,
esse non sono di alcuno, erano prima che l’uomo fosse.”