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....Era
piena estate, quando a causa di sistemazioni organizzative e
gerarchiche, si era deciso di modificare alcune procedure all'interno
del Reame.
E fu allora che comparve ai miei occhi per la prima volta...
Capelli riccioli e lucenti come l'oro di cui potevo apprezzarne il
profumo ed occhi azzurri come gocce zaffiree.
E' stata una fugace apparizione alla mia vista!
....Le giornate trascorrevano afose ed i miei pensieri, sovente, mi
portavano a Lei. Non sapevo ancora il Suo nome, non sapevo nemmeno da
dove provenisse, avevo solo desiderio di rivederLa e parlarLe.
Per pura casualità, la Sua mansione coincideva con lavori collaterali
all'interno dell'ala del Castello nel quale prestavo, e presto tuttora,
servigio.
Appena la rividi, e seppi che per 3 mesi sarebbe stata di istanza lì,
fui pervaso da un senso di gioia e nello stesso tempo di terrore, al
solo pensiero di doverLa riperdere da lì a qualche settimana.
Morgana, questo era il suo nome!
Il Suo atteggiamento nei miei confronti, era di indifferenza;
qualche scambio di vedute sulla gestione Reale, qualche commento sui
Cortigiani, e nulla più.
Quando Le rivolgevo verbo, però, i miei occhi non smettevano di fissare
i suoi , ed in quegli attimi avevo il terrore che potesse leggere in me
il desiderio che provavo per Lei. Temevo che i miei pensieri divenissero
trasparenti come le gelide e cristalline acque di sorgente.
Nel frattempo cercavo di escogitare espedienti che mi portassero a
collaborare in maniera più continuativa con Morgana e venni a sapere
che proveniva da un luogo ai confini di Camelot; un luogo da me
frequentato.
Come ho fatto a non incontrarla mai? Come ho fatto a non accorgermi di
Lei?
....Che tipo di sensazione mi stava cogliendo? Quale sorta di emozione
provavo per Morgana? Tutto mi sembrava così ovattato, tutto mi sembrava
irreale al solo suono di un suo verbo....
Eppure c'era un non so ché di misterioso in Lei; qualche cosa non
rispecchiava il Suo volere.
Durante una delle solite chiacchierate, l'argomento si spinse verso
trattazioni personali, e Morgana mi confidò di essere legata ad un uomo
ormai da alcune primavere, e gestore di una rimessa per cavalli. I
viandanti si fermavano da Lui per strigliare ed abbeverare le bestie.
Tale relazione era però , ad udir Lei, in fase negativa, tant'è che
scherzandoVi ripeteva che il Suo destino sarebbe stato quello di rimaner
zitella.
Nel frattempo la vita di Corte proseguiva in modo monotono se non per il
fatto che i vari feudi stavano cambiando la loro gestione organizzativa,
portando lavori straordinari nella nostra ala.
...I tre mesi di permanenza nell'ala di Corte, stavano ormai terminando,
quando una mattina, durante uno dei soliti colloqui, Morgana mi rivelò
che tale periodo era stato prolungato a causa di alcune impellenti
esigenze .
La felicità ed il piacere che provai nell'udire tali parole mi fecero
ripiombare nel terrore che , i miei occhi o le mie espressioni
lasciassero trasparire ciò che provavo per Lei.
Morgana era anche gerente di una rinomata bottega ai confini di Camelot;
terminato il servigio a Corte, rientrava in bottega ove, a lume di
candela, ultimava le manifatture da vendere nelle giornate successive.
Si fermava così a lungo che le guardie reali, più di una volta,
insospettite dalla flebile luce proveniente dalle fessure
dell'esercizio, irrompevano nella bottega per avere conferma che tutto
fosse normale.
La mia vita in quel periodo, era un altalenante insieme di stati
d'animo; forse la situazione all'interno della mia dimora ne era una
delle principali cause.
Avevo perso il piacere del fumo, e per compensare questo, iniziai a
consumare dolcetti difficili da reperire, ma che rimembravano in me
l'ormai "remota stagione" dell'infanzia.
Ne consumavo grossi quantitativi ed avevo preso l'abitudine di portarli
anche a Corte.
Per evitare di "ingurgitarne" in modo esagerato, avevo deciso
di farli custodire a Morgana, ma ad ogni rintocco di campana, mi recavo
da Lei , un po' per degustare tali leccornie, un po' per vederla e
disquisire con Lei.
L'inverno stava ormai bussando alle porte di Camelot ; nelle ore
mattutine, la campagna dei dintorni era avvolta da foschie che
diradavano durante il meriggio.
Le ore di luce divenivano sempre meno lasciando così il posto al buio .
Il tragitto che dovevo percorrere per giungere a Corte, dalla mia
dimora, non era molto lungo anche se il tempo occorso per percorrerlo mi
obbligava a destarmi relativamente presto.
Sapevo che Morgana percorreva parte del mio stesso cammino, ed alcune
volte speravo di incontrarla sulla via che recava a Corte.
Essendo venuto a conoscenza della data della Sua natività, pensai di
preparare un manoscritto ricco di icone e miniature, ove porgerLe
i miei auguri .
Visto che tale data coincideva con un giorno in cui a Corte non erano
richieste le nostre presenze, composi il manoscritto e decisi di
recapitarglielo con due giornate di anticipo.
Ricordo ancora la mattina in cui lo lesse !
Feci la stessa cosa anche per le festività Natalizie e visto che
Morgana dovette assentarsi dal Reame a causa di esigenze personali,
incaricai un messaggero Reale per recapitarLe direttamente in Bottega,
il mio manoscritto.
Rientrando in servizio, rividi Morgana e fu allora che trovai il
coraggio di chiederLe se ultimato il servizio a Corte, sarebbe
stata lieta di trascorrere qualche minuto in mia compagnia a degustare
qualsiasi sorta di bevanda a Lei gradita.
La Sua risposta inizialmente fu molto evasiva, tant'è che lo intesi
quasi come un rifiuto.
All'imbrunire dello stesso giorno, mentre ero in cammino verso la mia
dimora, un messaggero mi si parò dinnanzi e mi comunicò che giungeva
per volere di Morgana, ad annunciarmi l'accettazione dell'invito
fattoLe in mattinata .
Ci incontrammo al di fuori delle mura Reali; decidemmo di recarci
di gran fretta in una locanda abbastanza distante dal castello e
non frequentata da Messeri e Madonne di Corte.
L'oste ci portò alcuni "intrugli" preparati in malo modo, ma
per me non aveva alcuna importanza; ciò che in quel momento contava era
la Sua presenza.
La candela posta sul tavolaccio in legno, stava divenendo sempre più
minuta, al ché datosi l'ora ormai tarda, decidemmo di riprendere la
strada verso le dimore.
Morgana in quel periodo veniva a corte in sella ad un ronzino, e
dato l'ormai calare della notte, decise di accompagnarmi fin
davanti alla mia dimora.
Non ci congedammo subito, ma iniziammo a colloquiare sulle Nostre vite
private e portando l'argomentazione su ciò che ci stava accadendo, i
Nostri sguardi si fissarono l'uno nell'altro.
Il silenzio era solo apparente, perché quegli sguardi dicevano ciò che
le labbra avrebbero voluto pronunziare.
Al momento dell'addio un forte abbraccio ci strinse e le emozioni
provate in quegli istanti mi accompagnarono per tutta la notte in
corso, ignaro che le stesse ma di più forte intensità le avrei
percepite nei giorni a venire.
Quanto avrei voluto stringerla, quanto avrei voluto baciarla!
Il mattino seguente, a Corte, i nostri sguardi si incrociarono per
parecchi istanti come a sottintendere una certa complicità.
L'andamento della mia attività nel reame, era condizionato da Lei.
Il pomeriggio di quello stesso dì, mentre stavamo rientrando dal
servizio a Corte, Morgana si offrì di arrecarmi presso la mia dimora ed
io felicissimo accettai senza esitazione alcuna.
Non percorremmo il solito sentiero, ma vagammo per qualche miglia alla
ricerca di un luogo ove poter confrontare le sensazioni provate.
Giungemmo pertanto in un vicolo dove, assicurato il ronzino ad una
balaustra, iniziammo a confidarci le Nostre paure ed i Nostri desideri
su quanto stava avvenendo.
Quello che per tante notti avevo sognato, stava realizzandosi,
racchiuso in un bacio del quale tuttora sento nostalgia.
Nei successivi giorni, i nostri incontri furono furtivi e segreti al
personale di corte.
I pochi istanti vissuti insieme scatenavano sensazioni ed emozioni
di tale intensità forse mai provata.
Tale personale idillio, era destinato purtroppo a terminare in breve
tempo.
Morgana soffriva della situazione venutasi a creare, rifiutando altri
incontri nei giorni a seguire.
Probabilmente le 3 settimane in cui prestai servizio al di fuori di
Camelot, furono utili a Morgana per cercare di ricostruire la propria
relazione.
Una sera, Morgana in compagnia di alcune Dame, si recò presso un rinomato
locale di Camelot; quel giorno stavo vagando insieme ad
alcuni Messeri dei quali avev fatta Loro conoscenza sotto le armi.
Decisi quindi di raggiungere Morgana in sella al mio fidato quadrupede
lasciando i miei compagni d'armi, con l'accordo di raggiungermi
successivamente.
Entrai nel locale ed i miei occhi, nonostante la calca umana, non
faticarono ad individuarla. Era ad un quarantina di passi da me.
Mentre percorrevo la distanza che mi separava da Lei, rividi tutto ciò
che era avvenuto nei giorni antecedenti ed il mio cuore fu pervaso da un
senso di angoscia, quando la mia mente realizzò che Morgana se in un
tempo ed in un modo mi fosse mai appartenuta, ora non era più
tale!
Raggiunsi le Dame e dopo le dovute presentazioni, ricevetti
un'ambasciata nella quale mi venne comunicato che i miei goliardici
compagni, avevano ritenuto opportuno recarsi presso una
"bettola" per trangugiare alcool in modo da sbronzarsi
vergognosamente.
Ciò non mi fece piacere, anche perché avevo già annunciato
l'arrivo dei miei compari.
Morgana e le Dame avevano deciso di cenare in un locale esotico, e con
sfacciata impertinenza mi unii indegnamente a loro, pur di poter
vivere ancora qualche istante in compagnia di Morgana.
Il posto era nei pressi della mia dimora ed era uno di quei luoghi ove
venivano servite pietanze esotiche provenienti da civiltà e popolazioni
sconosciute ai Nostri confini.
Le Dame discorrevano tra Loro, io udivo ciò che dicevano , ma non
afferrai un solo senso del disquisire, in quanto la mia mente, si era
estraniata da tutto l'ambiente, creando una nicchia riservata all'unico
pensiero che per me aveva valore: Morgana.
Ogni tanto, qualche fragorosa risata dei commensali, mi destava da
questo torpore e mi rendeva sempre più cosciente che l'errore più
grosso commesso quella sera, fu di partecipare a tale banchetto.
Più volte ebbi l'impulso di alzarmi e fuggire dai miei compagni, ma le
buone maniere ed il rispetto verso le Dame, frenarono tale irruenza.
Rimasi per tutta la sera ascoltatore silente, ansioso di evadere da tale
luogo. Finalmente venne il momento di congedarci e risalito in sella al
mio quadrupede, vagai per le arterie circondariali di Camelot spronando
l'animale a correre sempre più veloce, come a volermi lasciare alle
spalle il più rapidamente possibile, quella sensazione di "fuori
luogo" provata per tutta la sera e quel senso di sconfitta
sentimentale.
Pensai che Morgana doveva rimanere solo un emozionante, passionale e
crudele ricordo.
.Con grosse difficoltà decisi di risistemare la mia vita
sentimentale riavvicinandomi, non so ancora in che modo e con
quale cognizione alla donna con la quale avevo trascorso diverse
primavere. La mia mente però era occupata da un unico pensiero:
Morgana.
Vederla ogni giorno rendeva il tutto di una difficoltà estrema, ma
cercavo di accettare "la sentenza", in modo che il "tutto
tornasse come prima".
In fondo però, non volevo questo. Mi mancavano i Suoi abbracci, i Suoi
sguardi, i Suoi sorrisi, i Suoi baci; era questo ciò che volevo, ed era
questo ciò di cui avevo bisogno.
Avevo bisogno di emozioni avevo bisogno di Morgana.
Per qualche mese nascosi a me stesso i miei desideri ed i miei
sogni...
Ogni giorno a Corte, potevo vederla, ed ammirare la sua solarità.
Cercavo di occultare anche a Lei i miei stati d'animo, un po' per
orgoglio, un po' per timore ; ero infatti stato da Lei stessa tacciato
di " Appiccicoso Mielismo".
Tutto ciò che la mia bocca aveva pronunciato e tutto ciò che avevo
commesso, l'avevo fatto per il semplice motivo secondo cui, il cuore mi
aveva suggerito di farlo...quanto avrei voluto essere differente!!!
Riflettendoci però capii che se mi fossi comportato in altra maniera,
mi sarei sentito incatenato ad modo di essere estraneo, pieno di rimorsi
per non aver espresso o fatto ciò che desideravo esprimere o fare.
Non so ne il motivo, ne voglio venirne a conoscenza, io e Morgana
ci riavvicinammo..
Dapprima intensi abbracci a Corte, segreti e furtivi, successivamente
incontri al di fuori delle mura reali caratterizzavano i Nostri attimi
di compagnia.
La mancanza di Morgana, nei giorni di riposo, si faceva feroce e
dilaniante.
Rientrare in servizio, era per me gioia, ma nello stesso tempo terrore.
Terrore di dover rivivere la stessa precedente esperienza, solo per un
Suo capriccio.
Mio malgrado tale terrore iniziò a materializzarsi in realtà giorno
per giorno.
Tutti e due nonostante non ne parlassimo apertamente, stavamo
intrecciando due "storie" parallele.
Sempre più spesso Morgana mi confidava i problemi scaturiti dall'altra
relazione; da parte mia, non pronunziai in assoluto nessun giudizio, o
ebbi mai la presunzione di donarLe un consiglio.
La mia volontà era quella di mantenere personali i problemi, e di non
mescere le due cose, soprattutto nel rispetto di Morgana.
Da parte Sua, non sentivo più il calore che mi donava negli abbracci, e
non vedevo più nelle sue gocce zaffiree lo sguardo a me tanto caro.
Mi balenò nella mente un pensiero dubbioso: per quale
recondito motivo sarei tornato a soffrire per una
"presuntuosa donzella viziata", che stancandosi del gioco
appena donatoLe, ne richiedeva uno nuovo perché l'altro si era
reso vetusto?
Perché allora, tornò a turbare le mie notti? Perché accettò di nuovo
che io la baciassi e la sentissi ancora vicino?
Stavo cercando di ricostruire dalle macerie appena create!
- Perché Siete tornata?!?!?
La risposta a tale quesito la trovai nelle emozioni provate.
Ma purtroppo, sono certo che appena Lei me ne offrirà modo, io ricadrò
nella Sua trappola, come preda inerme , inghiottito da un'
irresistibile e crudele gioco in cui l'unica vincitrice sarà Morgana.
..Il resto è storia attuale, è il presente, e voglio viverlo con tutto
ciò che mi sta offrendo, così come si presenta, senza illusione alcuna
nei Suoi riguardi. Voglio solo viverlo così come fosse un sogno,
sapendolo irreale, e rendendomi coscienzioso che una volta desto il
tutto rimarrà un labile ricordo, sapendo che nelle notti a venire il
sogno potrebbe ripetersi regalandomi di nuovo "forti
Emozioni..."
..ma tutto ciò è un sogno?????
..E soprattutto, tale sogno tornerà a bussare nelle mie notti?
Il presente
.il sogno non si reiterò.
A corte era difficile poter svolgere il mio servigio, avendola d'innanzi
per tutte le ore di luce..
Una sera, nel fare ritorno alla mia dimora, mi capitò di udire un
gruppo di menestrelli provenienti a loro dire da luoghi e tempi
futuri. Tesi l'orecchio ed ascoltai la melodia da loro proposta e
che a mio avviso rispecchiava ciò che provavo in quegli attimi, e che
tutt'ora sento.
E' un gergo di basso volgo, ma verosimilmente, se proferivano verità
sulla Loro provenienza, il linguaggio nel tempo subirà delle mutazioni.
"..Voglio darTi un messaggio d'amore di poche parole,
il segreto nascosto in un cuore, un cuore che sa,
ho capito che forse l'errore non sei stata Tu,
e con tutta la forza che ho dentro Ti voglio di più!
Ho ascoltato il rumore e il silenzio parlare nel tempo,
ho sognato il tuo viso e i Tuoi occhi sorridermi un po'.
Quanta nostalgia..Tu.
Mai, non Ti ho avuto mai..
in fondo mai Dolce Amore mio ..sensibile.credimi
Mai non Ti ho avuto mai..
che male fa non sentirTi più
Sia quel che sia questo è un messaggio d'amore ..per te.
Se ho posato le mani su sguardi bruciati dal mare
e ho scalato le dune del cuore più alte di me,
se ho vissuto le notti sprecando la mia fantasia
è perché ero solo confuso smarrito, io
Mai.non ti ho avuto mai.
in fondo mai dolce amore mio ..sensibile .
credimi mai non ti ho avuto mai..
Anima mia sai che ci sarò
Porta con Te questo messaggio d'amore.
Mai.non ti ho avuto mai.
Mai proprio mai, non Ti ho avuto mai
in fondo mai dolce amore mio
Lascia che sia solo un messaggio d'amore
Un messaggio d'amore
Dovunque andrai...Sempre
Dovunque andrai"
...quella struggente melodia, mi accompagnò per diversi giorni....Avrei
voluto che Morgana udisse tali strofe, avrei desiderato che Morgana
capisse ciò che effettivamente il mio spirito stava vivendo.
La Sua permanenza a Corte, nel frattempo, fu confermata per altre lune.
I nostri incontri andavano via via scemando...durante i giorni,
parecchie furono le volte che per volontà o per impegno, non si
riusciva nemmeno ad imbatterci. Solo al termine del servigio
giornaliero, ambasciavamo l'un l'altro i saluti per il proseguo della
serata.
Furono meste giornate, oberate dalla nostalgia che ricolmava la mia
anima. Nostalgia per quegli incontri, nostalgia per quegli attimi
vissuti e che mai avrei desiderato avessero fine!
Quanti pensieri balenarono nella mia mente, quale dolce tormento era per
me Morgana?
Un giorno, insieme ad altri cortigiani, durante la pausa del meriggio,
ci recammo in una locanda a pochi passi dalla Corte. Morgana si sedette
al mio fianco. Alcune volte, durante il banchetto, le nostre mani si
sfiorarono involontariamente, e solo la mia mente osa sapere quale
emozione provocò in me sì dolce contatto....
...Durante tutto il banchetto, non ebbi mai il coraggio di guardarLa
negli occhi; avevo timore che Lei distogliesse le Sue zaffiree gocce dal
mio sguardo.
In quei giorni, dopo il servigio a corte, mi arrecavo di frequente
presso una locanda, dove gozzovigliando intrugli colmi di alcool, la
malinconica nostalgia catturava il mio animo, incatenandolo a quei
ricordi e quelle sensazioni, di cui ero divenuto servo. Soave era
smarrirmi in sì dolce oblio, anche se il cuore raso di dolore faceva
sgorgare dai miei occhi strazianti lacrime.
.Molto spesso, a sera tarda, in sella al mio fidato destriero,
sfrecciavo per gli spazi periferici di Camelot; tale "rito"
ero solito compierlo , come tutt'oggi, nei momenti in cui il mio corpo
richiedeva distensione e la mia mente domandava riflessioni.
Tali riflessioni erano rase di propositi dettati però più
dall'intelletto che non dal cuore. Quante volte la mia mente ha cercato
il sopravvento sul mio cuore!
. La relazione con la dama conosciuta 11 primavere or sono,
proseguiva nel tentativo non troppo convinto, di ricostruire ciò che
irrimediabilmente si era deteriorato. Nei momenti in cui i suoi abbracci
ed i suoi baci ricoprivano il mio corpo, la mia mente edificava,
utopicamente, un sogno secondo cui quelle labbra e quelle braccia si
tramutassero in Morgana.
.Nei giorni a seguire, le uniche occasioni per poter rimanere in
Sua compagnia, si limitarono alle pause durante il servigio a Corte.
Durante tali pause, i miei occhi ricercavano esclusivamente un Suo
sguardo, e le mie labbra non proferivano alcun verbo, come se tutte le
parole si tramutassero in un unico e più volte sognato desio: poter
riavere i Suoi abbracci e poter ricevere di nuovo i Suoi magici
baci, smarriti purtroppo definitivamente durante un uggioso meriggio a
Corte.
Morgana era divenuta ormai per me una chimera; un utopico pensiero ,
malinconicamente soave, che accompagnava nei miei gesti, il trascorrere
del tempo. Eppure ogni qual volta il mio sguardo incrociava il
Suo, il cuore ormai martoriato, rinvigoriva di un sentimento
che solo la mia anima sa quanto intenso e profondo potesse
essere;
Non erano trascorse nemmeno 2 estati dalla prima volta che la vidi,
eppure qualche cosa di importante era nato nei confronti di Morgana.
I tentativi , effettuati dalla mia mente, per cercare di accantonare
tale desio, erano però resi vani ogni istante in cui qualche immagine,
qualche nome, mi riportavano a Lei. Il cuore aveva il sopravvento sulla
mente, ed era ciò che desideravo accadesse.
..Luoghi nei quali ero transitato senza soffermarmi, avevano ora un
aspetto totalmente diverso, ed assunto un significato speciale: erano i
luoghi in cui avevo trascorso incantevoli e magici istanti in compagnia
di Morgana. Ripercorrendoli volontariamente, o meno, il mio cuore
faceva modo che i miei occhi rimirassero, fino a quasi renderla
palpabile, la magia di quegli attimi..
..A Corte ormai non avevo più interesse alcuno; i miei occhi volevano
vedere solo Lei, le mie orecchie desideravano udire solo la Sua voce.
La mia mente balenò l'idea che, in qualche modo, l'unica soluzione a
tale dilemma, concernesse nel cambiare servigio. Forse desideravo
andarmene da quel Reame, forse la lontananza avrebbe lenito le ferite
del mio cuore, dalle quali non sgorgava sangue, ma bensì lacrime; il
cuore stesso però non voleva perderLa!!!!!! Morgana era ciò che di
più bello e passionale mi era mai accaduto!!!
Durante quelle notti, e soprattutto durante quelle attuali, l'ultimo
pensiero prima di sprofondare nelle spire di Morfeo, è a Lei rivolto.
Quante volte ho domandato a me stesso se in quel preciso istante,
Morgana avesse avuto la stessa riflessione...quesito del quale non ebbi
mai responso.
..Per ragioni di esigenze organizzative, fui inviato a prestare servigio
ancora una volta, per alcuni giorni, lontano da Corte.
Sul cammino che mi dirigeva presso il luogo di destinazione, il mio
sguardo cadde su un oggetto esposto in una bottega. Era una manifattura
che riproduceva fedelmente il ronzino posseduto da Morgana.
Entrai nella bottega e senza esitazione alcuna acquistai tale
riproduzione.
Volevo donarla a Morgana. Sarebbe stato un omaggio alquanto insolito per
una Donzella, ma il mio cuore provò un immenso piacere nel compiere
tale gesto. Non vi erano moventi , ne motivazioni; lo feci e basta.
...
Passati i giorni di trasferta, rientrai a Corte . Solitamente prima di
entrare tra le mura reali e prendere servigio, mi fermavo presso
un'osteria per rifocillarmi.
Quel giorno entrando nel locale, notai la Sua presenza: Morgana era lì!
Non si accorse del mio arrivo. Era bellissima; quel giorno i Suoi
fluenti e ricci capelli mi apparvero ancora più lucenti, il Suo volto,
i Suoi occhi, le Sue labbra...
..Mi affiancai a Lei, e con gioia le porsi il mio saluto.
Ci avviammo verso la Corte, disquisendo delle giornate precedenti e
dell'andamento del servigio. Per tutto il giorno, non ebbi più modo di
rivederLa.
Al calar delle tenebre, mentre mi accingevo a fare ritorno verso la mia
dimora, nascosi la riproduzione acquistata precedentemente in una
nicchia di un corridoio del castello.
Uscii da corte e sul cammino di ritorno, ambasciai a Morgana di recarsi
verso tale nicchia ove avrebbe potuto trovare qualche cosa..
...Il giorno successivo, durante una delle solite pause, lontano dagli
sguardi dei cortigiani, Morgana mi prese la mano e accarezzandomela,
ricreò nel mio spirito quelle emozioni che tanto volevo provare. I
nostri sguardi si fissarono, avrei voluto appoggiare le mie labbra sulle
sue, avrei voluto stringerla come da qualche tempo non accadeva.
Ma capivo che ciò non era condiviso da Lei.
Volevo andarmene; a Corte non resistevo più! Dovevo trovare un altro
servigio!
Nel frattempo Morgana stava divenendo sempre più brava, e stava
guadagnandosi la stima di tutti, anche delle autorità reali. Fu anche
per questo che le donai la sopraccitata riproduzione; in un luogo ove
regnava e regna tutt'ora l'invidia ed il menefreghismo, mi era parso
gesto di stima e di congratulazioni, ricordarmi la data del suo rinnovo
di servigio.
... Altre volte i nostri sguardi si incrociarono, ed in quegli attimi il
mio cuore e le mie labbra avrebbero voluto urlare il Suo nome, avrebbero
voluto gridare il mio amore...
...Dai Suoi atteggiamenti, intuii che tutto si era compiuto. .Le Sue
ambasciate non avevano più Me come destinatario; il soggetto dei
Suoi pensieri non ero più io, se mai lo fossi stato..
..È verità, ho fatto ritorno; la mia cappa è intrisa di polvere
appartenuta a luoghi non miei e la mia armatura si è resa opaca dal
tanto vagare.
Soave e lieto è il ripercorrere di tale sentiero; dolce quasi come
varcare l'uscio della dimora. Codesti luoghi sono divenuti ormai per me
effigie di protezione e sicurezza.
Il mio desio è quello di piangere, ma non posseggo più lacrime;
crucciarmi in tale oblio ha martoriato il mio cuore che reclama gioia.
Anche ridere è divenuta azione sconosciuta. Da quante lune il sorriso
non rallegra il mio volto? La memoria ne ha perso traccia.
Morgana.. quanto amore è racchiuso in tale nome! Un suo sguardo, un Suo
verbo ha per me parvenza idilliaca ed illusoria! La mia anima reclama la
Sua presenza, il mio spirito ha fame della Sua vicinanza, le mie labbra
hanno sete della Sua bocca!
-...Non può riaccadere! Il mio cuore non sarebbe in grado di sostenere
altro dolore!-
Tali erano i propositi di mia ambizione!
Eppure è già avvenuto!
Andai a rifocillarmi durante la pausa del meriggio; la taverna era a
pochi passi dalle mura Reali, quando la vidi entrare. Era in compagnia
di un'altra Dama di Corte.
Presero posto alla mia mensa. Si accomodarono ed iniziarono a disquisire
sui vari progetti inerenti al servigio. Personalmente cercai di
estraniarmi dagli argomenti del contendere, cercando di tenere a bada il
mio povero cuore che sobbalzava al solo suono di un Suo verbo.
...Facemmo ritorno a Corte, e nel mentre ognuno si ritirava nelle
proprie stanze, un'idilliaca voce giunse alle mie orecchie:
-Lancillotto!! Vi prego. attendete!
Era Lei, era Morgana.
Entrammo nella stanza dove prestavo servigio, e lì iniziammo a
discorrere di futili argomenti; un certo imbarazzo era presente, quasi
palpabile!
Ad un cero punto, il mio sguardo si fissò nelle Sue zaffiree gocce e le
mie orecchie non udirono più nulla nonostante Morgana continuasse a
disquisire.
Se ne accorse e le Sue parole destaromi da tale torpore:
-Messere, Ve ne prego! Non guardatemi così!
Non pronunziai verbo alcuno, non ne ebbi tempo e modo! Morgana mi stava cingendo
in un caldo abbraccio. Potevo inebriarmi nuovamente con il
profumo dei Suoi lucenti riccioli, potevo deliziarmi ancora, al contatto
con la Sua vellutata pelle, potevo di nuovo accarezzare le Sue morbide
labbra! Era una reale chimera!
Morgana mi poggiò una candida mano sul petto, quasi a voler conferma
che il fragoroso palpitare, giungesse proprio dal mio cuore, e con un
dolce sorriso prese a cingermi nuovamente!
Quali attimi di oblio, quali momenti di fatata magia avvolsero il mio
spirito! Solo l'Altissimo è in grado di sapere si tale gioia provai!..
...Trascorsero quattro albe da quell'ultimo incontro..
La mia mente era precipitata ancora una volta nell'oblio. Non capacitavo
ad intendere quali fossero le vere intenzioni di Morgana. Ero restio a
spazzare tutto ciò che avevo ricostruito, ma nello stesso tempo desiavo
di Sue attenzioni.
Fabbisognavo dei Suoi baci, delle Sue carezze come l'esile ramoscello
fabbisogna della calda luce solare per crescere e divenire forte tronco.
Aveo però timore; timore di soffrire più di quanto non stessi
soffrendo ora.
Morgana quel giorno varcò la soglia delle mura reali avvolta da un
preziosissimo abito confezionato con pregiate stoffe setate. L'azzurro
dei suoi occhi rifletteva di pari tonalità il colore di tale abito; la
Sua fluente chioma era raccolta dietro la nuca e lasciava intravedere il
candore della Sua pelle. Tale beltà non riscontrò paragone alcuno con
tutte le magnificenze che i miei occhi ebbero privilegio di vedere!
Qual è il motivo di si tanto amore? Esiste un movente che spalanca il
cuore ad un uomo e lo rende cieco alla vista della realtà?.
...Le notti si susseguirono insonni e malinconiche ed in cotali tenebre,
le personali ambizioni dettate dalla mente fecero pervenire un verdetto
che il mio cuore tuttora stenta a concedere.
Occorrevo liberarmi dalle spire di Morgana. Non dovevo più concederLe
udienza alcuna, non dovevo più permetterLe di varcare a Suo piacimento
la soglia della mia anima. L'indifferenza nei Suoi confronti dovea
divenire vela da dispiegare.
Troppo aveo sofferto e troppo accoramento turbava il mio spirito.
Diedi principio a celare tutte le mie emozioni ed i miei sentimenti.
Quale sacrifizio implicava tale sentenza! Quale gravoso ed improbo
sentiero il mio intelletto deliberò di perlustrare!
Amare Morgana, ma nello stesso tempo avere per Ella atteggiamento di
indifferenza dilaniava il mio cuore come più di una fiera che, accecata
dalla fame, si avventa sulla sorpresa preda e ne rende brandelli.
Durante i servigi a Corte, nascondevo a me stesso ed a Morgana, il mio
stato d'animo, ero talmente celato in cotale alone di indifferenza che
giunsi più di una volta sul punto di convincermene.
Ma la notte..... la notte..... l'amore per Morgana colpiva la
"corazza" che tanto faticosamente erigevo nelle ore di luce, e
fragorosamente dopo averla abbattuta, inondava la mia anima di
malinconico avvilimento.
.......Proseguii nel percorrere "il sentiero" che la mia
ragione aveva scelto.
Difficile ed impervia era cotale strada, ma necessaria al fine di
tornare a vivere con dignità e decoro.
A Corte evitavo di frequentare luoghi nei quali avrei potuto imbattermi
in Morgana. Non più ambasciate mattutine di "Benarrivata",
non più ambasciate serali di saluti. Non riuscivo ad intendere quali
fossero i Suoi sentimenti, ma intuivo che la Sua "pericolosità"
era pari al canto delle sirene per Ulisse! Dovevo manterne distanza, e
nell'eventualità di un udienza, fabbisognavo di tutta la mia forza per
non cedere, e non perdermi nelle Sue zaffiree gocce! Qual'è il prezzo
da pagare per aver amato?
Nel dì appena trascorso, Morgana bussò alla porta della stanza dove
prestavo servigio. Entrò e mi domandò lumi su alcune procedure. Intuii
che siffatta domanda era un pretesto per riferirmi che nel successivo
giorno, non sarebbe giunta a Corte per via di alcune esigenze private.
Il tono della sua voce era pacato e dolce, udii le Sue parole come soave
melodia, che però il mio intelletto trasformò immediatamente in
fastidiosi suoni. Risposi garbatamente alla Sua richiesta e
fortunatamente si congedò da me con l'augurio di una felice serata. Fui
contento di essere riuscito a non ripiombare nel Suo ammalio, ma il
cuore mi duoleva, la mia anima implorava la resa ed il mio spirito
reclamava il Suo amore!
In tutte queste stagioni, molte furono le cose da Lei riferitemi e che
mi fecero male. Molte furono le occasioni nelle quali riusciva a
rovinare e distruggere la magia costruita dalle emozioni.
Dovevo continuare sul sentiero dell'intelletto, troppo avevo sofferto,
troppo stavo soffrendo.
La vela dell'indifferenza era stata dispiegata ed ora dovevo attendere
soltanto la brezza che la riempisse e mi portasse il più lontano
possibile da LEI!!!!!
..Perché l'individuo che tenta di dimenticare, è costretto al ricordo
anche se la sua volontà è avversa?
Perché ogni sforzo compiuto è reso vano da mediocri situazioni che
condizionano il cammino intrapreso?!?!?
Mi capita in tal senso, di dover prender parte ad un banchetto nella
giornata di domani, in cui sarà presente anche Morgana.
Sarà un banchetto atto a disquisire su situazioni inerenti al servigio.
La mia volontà sarebbe stata quella di declinare cotale invito;
purtroppo saranno presenti anche le autorità Reali, ed in tal modo a
mio malgrado ho dovuto accettare.
Il mio pensiero è già a domani; il mio cuore gioisce per tale
avvenimento, ma la mia mente redarguisce siffatto sentimento,
tramutandolo quasi in rancore.
Tale è la ferita prodotta nella mia anima; giammai dismetterò nuovamente la mia armatura per Morgana; giammai permetterò ad Essa di
sfiorarla ancora, giammai permetterò che le Sue zaffiree Gocce vi
posino per l'ennesima volta, lo sguardo.
...Durante l'ora che volgeva a mezzodì, in cinque, ci incamminammo
verso la taverna.
Durante tutto il tragitto, rimasi appartato dal gruppo, assopito nei
miei pensieri ed angustiato per la situazione venutasi a creare.
Morgana mi camminava d'innanzi disquisendo con l'altra Dama. I Suoi
capelli brillavano alla luce solare, ed il suono delle Sue parole
giungeva al mio udito come una melodia a me nostalgica.
Giungemmo alla taverna, ed essendo l'ultimo a varcarne la soglia, fui
obbligato a prendere posto sull'unico scranno rimasto vuoto: quello
vicino a Morgana.
Iniziammo a desinare le pietanze offerteci, e la conversazione iniziò a
vivacizzarsi nel momento in cui, un commensale indirizzò l'argomento
verso una passione che ci accomunava: la velocità!
Per tutta la durata del banchetto, esaurito il disquisire sull'andamento
del servigio, io e il commensale comunicavamo ininterrottamente,
rendendo quasi estranei alla discussione gli altri commensali; in fondo
era quello che desideravo, e che mai avrei sperato prima di accomodarmi
accanto a Morgana. Alcune volte intesi il Suo volere di entrare nella
discussione, ma ignorando i Suoi interventi, riportavo il discorso tra
me ed il commensale. Altre volte sentii il peso delle Sue zaffiree gocce
posarsi sulla mia lustra armatura, senza però ricevere attenzione da
parte dei miei occhi.
Ero accanto a Lei , ma è come se mi fossi accomodato vicino ad
un'estranea.
Sa solo Dio quanto mi costo sì ignobile comportamento, ma il sentiero
era ancora lungo, ed io ne ero solo all'inizio..
....Ero appena all'inizio del sentiero! Non volevo guardarmi indietro,
non desideravo più rimembrare.
Inaspettata giunse una di Lei ambasciata: "..Venite a desinare
meco, quest'oggi ?"
Il cuore tuonò ripetutamente, ed il mio spirito ricevette gran
sollievo, anche se la mia mente continuava a rivivere tutto il dolore
subito......
Non diedi risposta immediata; lasciai trascorrere alcuni giri di
clessidra....
Belligeranti fra loro, il mio cuore ed il mio intelletto, scaraventarono
la mia volontà in un limbo, allorché, facendo prevalere ciò che
provavo intensamente per Lei, decisi di accettare.
Desinammo durante la pausa del mezzodì, disquisendo di argomentazioni
più o meno futili. Al termine, durante il cammino che riconduceva a
Corte, mi riferì di essere stata felice di aver nuovamente pranzato in
mia compagnia. Lo sguardo delle Sue gocce zaffiree ed il tono del Suo
verbo, alimentarono ulteriormente l'incendio del mio cuore.
...Ma non poteva tornare! Non l'avrei più permesso!
Quanto è difficile.........
....Mi mancate ! Mi mancate!
Il mio cuore reclama insistentemente il Vostro Amore!
Morgana!!! Non avrei mai creduto di poter precipitare in un baratro
senza fine! Ho bisogno di Voi! Ma ho timore!! Ho paura che se mai
doveste darmene possibilità, ricadrei tra le Vostre tanto sospirate
braccia ed accarezzando il Vostro angelico viso il mio animo
ritroverebbe finalmente la pace...
...sono ormai trascorse diverse albe da quando la mia mano ha redatto
l'ultima epistola di cotale umile manoscritto. All'apparire molte cose
sembrerebbero mutate, ma di una sono certo, il tempo non ne ha scalfito
l'intensità: il mio amore per Lei, per Morgana.
La diatriba tra ragione e sentimento ha svilito la mia volontà, ha
scaraventato il mio animo in un buio baratro nel quale non intravedo
risalite. Neanche il seppur breve periodo vacanziero trascorso con la
Dama che mi è compagna da 11 primavere, ha lenito, come speravo, le
ferite del mio martoriato cuore. E' bastato rivederla, è bastato
riporre il mio sguardo nelle Sue zaffiree gocce per rinvigorire ciò che
di Lei provo!!
Ma oramai tutto è inutile, Morgana ha deciso: non sono io il Cavaliere
che deve camminare al Suo fianco. La sentenza è stata emessa. Il
giudizio è stato espresso, e per me non rimarranno altro che lacrime e
rimpianti.
Nulla e nessuno potranno però privarmi dei meravigliosi ricordi a Lei
legati, delle incredibili emozioni per Lei provate, dell'amore a Lei
donato. E mai smetterò di rendere grazie all'Altissimo per avermi fatto
dono del privilegio di poter seppur brevemente essere stato il Cavaliere
di Morgana.
Tra due albe intraprenderò un lungo viaggio che mi arrecherà nelle
tiepide acque caraibiche.
Auspico che il mio martoriato cuore ed il mio spirito possano finalmente
trovare pace e sollievo, aiutando la mia ragione a dimenticare seppur
temporaneamente tutto ciò che la quotidianità di triste concerne.
Di difficile realizzo è il non rimembrare l'amata Morgana., ma farò
appello a tutta la mia forza per raggiungere cotale umile obiettivo.
So che soprattutto alla visione dei carminii tramonti e davanti alle
dorate albe, il mio cuore volerà da Lei, portandole forse un minuscolo
raggio di sole da me catturato.
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