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La capsula si aprì
investendo di fumo i curiosi.
Uscirono due umani simili in tutto e per tutto a quelli visti ottantotto
anni fa nel mio girovagare per l'universo.
Lui aveva uno sguardo profondo, nascondeva la sua infelicità,
lei un'aria fragile, ma fragile non era...
Percepivo i loro stati d'animo, sentivo l'irrequietezza che li animava
e mi chiedevo perché fossero venuti proprio su Xavier, pianeta piccolo
e senza particolari attrattive, per trascorrere la luna di miele.
Strinsi la mano a tutti e due: visioni di baci, tramonti, liti e
carezze si alternarono nella mia mente stanca ,che si aprì di
colpo a una sfuggente verità: quei due umani non si amavano, un
sentimento profondo li legava, ma non era amore.
Ancora una volta mi si presentava dinanzi, stavolta in veste umana, il
male universale, l'unico che non avevo saputo vincere: la paura di
rimanere solo/a.
Piovve qualche goccia, ma il cielo ritornò di un verde speranza in un
baleno e potei condurre i due stranieri al cospetto del "Grande
Indagatore": i due umani si mostrarono subito e con una
certa ansia al grande occhio, che ne registrò ogni particolare
fisico e mentale .
Ora che girare liberamente per il pianeta per loro non costituiva più
un problema, mi chiesero se potevo fargli da guida e dopo alcuni attimi
di indecisione, stupidamente, accettai.
Li portai tra le rocce di Ven , a vedere la fauna caratteristica del
pianeta .
La donna si sorprese per un Ginkot... un minuscolo uccello predatore
con un ala lunga e una corta; le indicai col dito dove migliaia di
questi uccelli dal piumaggio colorato si sollevavano in una nuvola rosa
a un passo dal mare...
"Un incanto..." disse.
Lei si godeva lo spettacolo , l'uomo ne approfittò per venirmi vicino e
mettermi un biglietto in mano...
"Sono venuto su questo pianeta perché solo lei può rispondermi...
Mi ama o no?"
Non gli risposi, non volevo interferire con la vita di nessuno io...
Sotto gli occhi stupiti dell'umano corsi a premere il pulsante del
teletrasportatore e in un attimo mi ritrovai a casa, tra le braccia di
una femmina - la mia - che non amavo.
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