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Piccola dedica poetica

L'amore vero, tu lo sai, è volere
la gioia di chi non ci appartiene
è questo uscire, traboccare

da se stessi, come il sangue dalle vene
per un taglio, è l'irrinunciabile,
amore energia mutabile eterno bene.

(Giuseppe Conte)

 

 

"Fino al bacio che mi attende"


Mia soave di cosa odori?
Di che frutto?
Di che stella? Di che foglia?

Presso
il tuo piccolo orecchio
o sulla tua fronte
mi chino,
ficco
il naso tra i capelli
e il sorriso,
cerco di riconoscere
la stirpe del tuo aroma:
è soave, ma
non è fiore, non è coltellata
di penetrante garofano
o impetuoso aroma
di violenti
gelsomini,
è qualcosa, è terra,
è
aria, mele o legnami,
odore
di luce sulla pelle,
aroma
della foglia
dell'albero
della vita
con polvere
di strade
e freschezza
d'ombra mattutina
alle radici,
odor di pietre, di fiume,
ma
più simile
a una pesca,
al tepore
del palpito segreto
del sangue,
odore
di casa pura
e di cascata,
fragranza
di colomba
e capelli.

[...]

Dal tuo cuore
sale
il tuo aroma
come dalla terra
la luce fino alla cima del ciliegio:
sulla tua pelle io fermo
il tuo palpito
e odoro
l'onda di luce che ascende,
la frutta sommersa
nella tua fragranza,
la notte che respiri,
il sangue che esplora
la tua bellezza
fino a giungere al bacio
che mi attende
nella tua bocca.

 

Poesia per Lory


Un'estranea è venuta
A spartire con me la mia stanza nella casa lunatica,
Una ragazza folle come gli uccelli

Che spranga la notte della porta col suo braccio di piuma.
Stretta nel letto delirante
Elude la stanza a prova di cielo con ingressi di nuvole

E la stanza da incubi elude col suo passeggiare,
Su e giù come i morti,
O cavalca gli oceani immaginati delle corsie maschili.

Venne da me invasata,
Colei che fa entrare dal muro rimbalzante l'ingannevole luce,
Invasata dal cielo

Dorme nel truogolo stretto e tuttavia cammina sulla polvere
E a piacer suo vaneggia
Sopra l'assito del manicomio consumato dai passi del mio pianto.

E rapito alla fine (cara fine) nelle sue braccia dalla luce
Io posso senza timore
Sopportare la prima visione che diede fuoco alle stelle.

(Dylan Thomas)

 

***

 

Non so se è amor che hai, o amor che fingi,
quello che mi dai. Dammelo. Così mi basta.
Giacché per tempo giovane, non sono,
che lo sia almeno per errore.
Poco gli dei ci danno, e poco è falso.
Però, se ce lo danno, sebbene falso, l'offerta
è vera. Accetto.
Chiudo gli occhi: è sufficiente.
Cosa voglio di più?

(poeta portoghese)

***

 

 

Poesia for u

Tutta la notte ho dormito con te
vicino al mare, nell'isola.
Eri selvaggia e dolce tra il piacere e il sonno,
tra il fuoco e l'acqua.

Forse assai tardi
i nostri sogni si unirono,
nell'alto o nel profondo,
in alto come rami che muove uno stesso vento,
in basso come rosse radici che si toccano.

Forse il tuo sogno
si separò dal mio
e per il mare oscuro
mi cercava,
come prima,
quando ancora non esistevi,
quando senza scorgerti
navigai al tuo fianco
e i tuoi occhi cercavano
ciò che ora
- pane, vino, amore e collera -
ti dò a mani piene,
perchè tu sei la coppa
che atendeva i doni della mia vita.

Ho dormito con te
tutta la notte, mentre
l'oscura terra gira
con vivi e con morti,
e svegliandomi d'improvviso
in mezzo all'ombra
il mio braccio circondava la tua cintura.
Né la notte né il sonno
poterono separarci.

Ho dormito con te
e svegliandomi la tua bocca
uscita dal sonno
mi diede il sapore di terra,
d'acqua marina, di alghe,
del fondo della tua vita,
e ricevetti il tuo bacio
bagnato dall'aurora,
come se mi giungesse
dal mare che ci circonda.

(P.Neruda)

 

Brevi poesiuole....

Con un filo d'0ro

Con un filo d'oro
La vorrei a me legare
Poi, come prova d'amore,
La vorrei per sempre liberare.


Caro Dottore

Caro Dottore
basta distanza
varchiamo La prego
il confine della stanza.

 


Pazienza l'ami pure

Pazienza l'ami pure
ma pochino, mi raccomando,
baci rari rarissimi
invece a me millissimi.

 


Questa follia

Questa follia così leggera
pesa come una montagna
verso sera.

 


La notte scende

La notte scende
siamo lontani di cuscini
ma di anime
siamo vicini.

Ultima poesia per Lory.

Feci al mio canto un mantello
Coperto coi ricami delle antiche
Mitologie, dai piedi fino al collo;
Ma gli sciocchi
Lo presero per loro, lo indossarono
Davanti agli occhi del mondo
Quasi che loro l'avessero cucito.
Canzone, lascia pure
Che se lo tengano, perché
Ci vuole più coraggio a camminare nudi.

Vagavo, con i pugni nelle tasche sfondate
e il pastrano ridotto ormai ad un'idea.
Vagavo sotto il cielo, Musa, ero un tuo fedele.
Oh, che splendidi amori ho sognato a quel tempo!

I miei calzoni (gli unici!) erano tutti strappati.
Pollicino sognante, nell'andare sgranavo
rime. L'Orsa Maggiore era il mio solo albergo.
Le mie stelle frusciavano dolcemente nel cielo.

Le ascoltavo, seduto sul bordo delle strade,
nelle miti serate di settembre, e sentivo
la rugiada sul viso come un vino gagliardo;

e, verseggiando in mezzo alle ombre fantastiche,
come fossero lire, io tiravo gli elastici
delle scarpe ferite, col piede accanto al cuore.

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