Per Ginevra... By Viviana

 

 

 

Traverso la landa d’estate
Ci guida un uomo che porta
Un fascio di fieno sul dorso.

                                             Basho

 

La guida che nella fosca estate c’è stata affidata è qualcuno che porta fardelli più grandi di noi; luminosi fardelli, silenziosi… e la landa afosa e desolata si fa meno acre più dolce non c’è bisogno di alzare la testa per guardare un sole accecante, abbiamo l’oro del fieno che qualcuno porta davanti a noi.

Di chi siano questi boschi credo di saperlo.
Ma la sua casa è in paese, così
Egli non può vedere che mi fermo qui
A guardare il suo bosco coprirsi di neve.

Troverà strano il mio cavallino
Che mi fermi qui, senza case intorno,
Tra il bosco e il lago gelato
La sera più buia dell’anno.

Dà una scrollata al suo sonaglio.
Per domandarmi se ho sbagliato:
Il solo altro suono è il lieve fruscio
Del vento, dei soffici fiocchi.

Bello è il bosco, scuro e avvolgente,
Ma io ho promesse da mantenere,
Miglia da fare prima di dormire,
Miglia da fare prima di dormire.
                                                       Robert Frost

Spesso avremmo voglia di lasciarci andare di fronte al sonno, ad immagini da favola che ci distraggono dalla realtà; vorremmo che il sogno ci catturasse, ma non è possibile, basta un sonaglio, per riportarci alla realtà: alle promesse, alle persone, a quelle persone che ci trascinano nella vita: gli amici, gli amori, gli affetti familiari. E torniamo a loro senza che nessuno sappia del nostro segreto rifugio.


Da un’asse all’altra avanzavo
Così lenta, prudente.
Sentivo le stelle sul capo,
E sotto i piedi il mare.

Questo solo sapevo: che un altro
Passo sarebbe stato irrevocabile.
Ed avevo quell’andatura incerta
Che chiamano esperienza.
                                                  Emily Dickinson

 

Cos’è il vento?
Che cosa sono le onde di un uragano?
E il battito d’ali di una farfalla?
O il rumore di un treno lungo i binari?
Quali sono i moti che attraversano la nostra vita?

Come un fazzoletto che striscia nel vento…
Così i nostri pensieri.
Quelli che nascono in un pomeriggio d’inverno,
Al caldo straziante di qualche stufa,
Dietro gli occhi che bruciano
E stanchi fissano qualcosa lontano-
Immobili- umidi-
Un po’ stropicciati
Fissano un torpore che resta
L’alba blu di qualche giovane dolore.
E il corpo rabbrividisce allo scoppiettio del fuoco:
Sussulta per il passato,
Sbuffa al futuro che non arriva
E rimane in trappola nell’arsura
Che sembra lenire l’inverno di oggi.

                                                                   Viviana


Poesie

 

Menu: Home - FantasyDreams - Camelot - Frammenti - Poesie - Racconti e PensieriDisney Cactus & Rose  - La donna nell'Arte -  Zodiaco - Da non perdere... - PostcardsNews