UNA FAVOLA BY GIO'

Un viaggio nel mondo della Fantasia

sabato, febbraio 14, 2004 ore 23:23

 

Stasera vi porterò con me, vi farò vivere una splendida avventura, c'è un altro mondo dove si può evadere quando quello di tutti i giorni ci ha stancato, è il mondo della fantasia, dove non ci sono limiti, dove può accadere ed esistere tutto...

CI VOLETE VENIRE CON ME?...

Stiamo andando verso una terra incredibile incontro a una avventura impossibile

VOLETE CONTINUARE?

La favola di Giò rimane come un sogno di cose lontane...

Bello è il mondo!

Qui è azzurro là giallo più oltre verde,

Il cielo pare fluire lentamente come i fiumi, immobili stanno il bosco e la montagna, tutto bello, tutto enigmatico e magico.

Stiamo cavalcando nel bosco a caccia di streghe e folletti, le streghette accendono un fuoco e ci danzano intorno, tutte scapigliate, vestite di nero, belle come non si può neanche immaginare...

NON AVETE PAURA VERO?

POTETE ANCORA FERMARVI SE VOLETE PENSATECI BENE...

Ora ci sono solo le nostre voci che tremano come le stelle nel cielo...

Le cetre e i flauti suonano e il coro canta dolcissime melodie solo per noi.

A QUESTO PUNTO NON POTETE PIU' TORNARE INDIETRO DOVETE CONTINUARE IL VIAGGIO CON GIO'...

Stiamo vivendo in un mondo irreale dove l'infanzia e i sogni vivono per sempre, la notte diventa fluida, calda e interminabile e lassù ci sono centinaia di stelle che si muovono.

Siamo tanti gabbiani, tante farfalle, tante rondini e voliamo nel cielo con le ali tinte di rosso, siamo su una nuvola d'oro con un coro di angeli e il suono dolcissimo di un violino, la nostra anima sta volando via nella luce...

fuggiamo attraverso una finestra attaccati a un grappolo di palloncini e passiamo attraverso lo specchio come Alice nel paese delle meraviglie.

Siamo al centro del miracolo, nella profonda notte del sogno.

Il re del mare sta raccogliendo tutte le conchiglie dal fondo, ad una ad una le dispone sulla sabbia.

Sono milioni e milioni di conchiglie una per ogni bambino della terra, se un bambino è solo e triste la conchiglia gli terrà compagnia, ci soffierà dentro e come per magia potrà ascoltare la voce delle persone che ama e che sono lontane.

Ne raccogliamo una, la poggiamo all'orecchio e lei ci porta alla nostra spiaggia fatata, con il mare, la musica delle onde, i gabbiani e l'odore della salsedine.

Gli gnomi danzano in tondo, sono piccoli come fanciulli e hanno barbe lunghe, indossano giubbini rossi e verdi con cappucci colorati, danzare con loro al chiaro di luna ci porterà fortuna.

Chiudiamo gli occhi, respiriamo profondamente e voliamo via come aquiloni, la sirena siede sopra un trono d'ambra e la voce dell'usignolo è come acqua che gorgoglia da un'anfora d'argento, canta dell'amore che nasce nel cuore di un fanciullo e una fanciulla.

La chioma della sirena è un vello bagnato, la sua coda è d'argento e di perle, le sue labbra simili a coralli marini e i suoi occhi d'ametista viola.

Sta cantando un canto meraviglioso e la sua voce ci porta lontano... Siamo le stelle del firmamento, siamo il mare di notte in tempesta, siamo tanti re e tante regine senza corona e la passione senza parole, siamo fatti della stessa materia dei sogni.

Gli angeli si sono riuniti per noi, l'ampollina del vino passa di mano in mano e la vasca è pronta per il loro bagno; si inginocchiano davanti a noi che li abbracciamo e li baciamo, i ceri brillano e si spengono e noi come d'incanto non siamo più lì con loro, ma nel cerchio magico, un luogo speciale dove tutte le creature vivono serene e in armonia.

Non c'è dolore ne disperazione, chi vive nel suo interno ha il dono di comprendere tutti i linguaggi del mondo.

La volta del cielo è del profondo blu del vetro punico e azzurro è il mare calmo sotto di noi, in basso sull'acqua ci sono dei suoni, un sussurro di musica, lo scricchiolio del legno vecchio e il fruscio delle vele.

Lui suona un piccolo flauto d'olivo, accennando una strana melodia, un tono continuo con molte variazioni che ci porta da una zingare dai magici poteri; bella e misteriosa, inafferrabile e lontana, eppure così viva e reale...

Infila in una bottiglia tutti i nostri ricordi più belli e ce li regala così potremmo stapparla ed annusarla ogni volta che vogliamo ogni istante intatto.

L'uccello di tuono balla intorno al fuoco e si dimena a terra, noi lo guardiamo divertiti e fuggiamo via.

Prendiamo una farfalla gialla, ce la poggiamo sul cuore e lei ci regala la sua lievità...

Diventiamo tante aquile che giocano in cielo, ci rincorriamo, ci sfioriamo, ingoiamo l'aria felici: poi unendoci diventiamo un unico aquilone di finissima carta di riso; i mille colori di cui è composto si slacciano uno dall'altro ed esplodiamo in un magnifico fiore.

Un bimbo ci raccoglie, ci annusa, ci rivolge al cielo e... tante aquile, torniamo a rincorrerci, via in alto nel cielo fino a sfiorare le nuvole e più in alto di noi a sfiorare le stelle, e poi di nuovo a terra pronti per un'altra avventura.

Insieme voliamo lontano in un mondo di sensazioni sconosciute, inesplorate, travolgenti.

Ci piace guardare l'acqua che scorre e lava tutto, ci piace anche guardare il fuoco e il mare, ci mettiamo sulla riva con il sole negli occhi e pensiamo: "Facciamo parte di tutto questo... Siamo una particella dell'universo infinito".

Spalanchiamo le braccia, respiriamo e stiamo lì, poi ci alziamo e cominciamo a ballare la musica della fate sotto il cielo, le stelle guardano e ci sorridono e si chiedono chi è la principessa che balla con il principe in questa notte incantata.

"E' una principessa felice" rispondiamo in coro.

Ora anche la luna sorride e vorrebbe essere lì con noi, la luce d'oro delle stelle è rimasta tra le nostre ciglia.

Ricominciamo a volare, volare davvero, galleggiamo nell'aria con le nostre ali, voliamo come nei sogni, nei miti, nelle favole... un'ebbrezza che mozza il fiato, un'emozione profonda, l'azzurro degli spazi ci dà una sensazione di libertà e di felicità.

Per un istante scorre un mondo fantastico pieno di conigli bianchi e di cappellai matti e di tutte le favole del mondo, siamo dove finisce l'arcobaleno, un posto speciale dove non esiste la paura e dove tutti i sogni si avverano, ci troviamo nel bosco e vediamo tutti i rami agitarsi, il vento forte... all'improvviso un lampo squarcia il cielo... l'aria intorno a noi si fa elettrica, iniziano a cadere le prime gocce, alziamo il viso verso le nuvole e ci lasciamo bagnare, siamo liberi, stiamo montando i nostri cavalli e andiamo al galoppo in uno spazio blu

infinito, il mondo è tutto blu sotto il cielo.

Andiamo veloci come il vento, come se qualcuno ci stesse inseguendo, stiamo facendo una specie di gara con qualcuno che non c'è, è bellissimo.

Respiriamo forte e tutto respira insieme a noi, l'erba, gli alberi, il sole, siamo nel cuore della vita. Non siamo mai stati così felici.

Non sappiamo dove stiamo andando, non ha importanza, la libertà non ha mai confini.

Arriviamo alle colline abitate dalle fate che risplendono in miriadi di luci scintillanti, stanno giocando con palline d'oro di berillio e di acqua marina, sta passando un carro di fuoco guidato da cavalli bianchi, dietro di lui corrono fra risa, canti e balli i folletti, mentre le fate danzano e cantano nei prati, ovunque risuonano le note fatate, più in là sorge il palazzo delle fate, sono bellissime e fornite di ali; le loro melodie sono belle e tristi, selvagge e capricciose ed esercitano un fascino fatale su di noi.

E' giunta la mezzanotte e streghe e stregoni si danno convegno in un prato dove danzano e cantano e compiono incantesimi.

Il prato è rotondo e l'erba altissima e folta.

La loro è una specie di danza circolare in cui saltano e si contorcono.

Comincia finalmente la cavalcata delle fate, i cavalli sono veloci come il vento, usano briglie dorate e per sette volte venti destrieri con un gioiello sulla fronte e sette volte venti cavalieri con un mantello blu sfrangiato d'oro, un elmo dorato e gambali dorati, con una lancia d'oro fanno il giro del regno.

Siamo ancora sull'isola delle fate, si sta bene qui, tutto è felicità e pace, è sempre primavera, non esistono la vecchiaia, le malattie e il lavoro.

Passiamo le giornate banchettando, cacciando, amoreggiando e ascoltando musica.

Ma è arrivato il tempo di andare via anche di qui e i nostri corpi diventano fluidi e si dissolvono quasi in luce, arriviamo in qualche parte del mare, dove si erge un castello trasparente.

Il figlio del re viene ad aprirci la porta, mentre suo padre arriva su una carrozza a

Ci invitano ad entrare nel grande salone di musica dove una fanciulla siede al pianoforte, una tempesta di note libra nell'aria in quell'onda magica che ci fa allontanare tra le onde azzurre e le nuvole bianche dell'orizzonte.

Insieme volteggiamo verso l'infinito come gli uccelli, le farfalle, i fili di ragno, i profumi e tutte le cose alate.

Le ninfe ci guardano con grandi occhi, più limpidi dell'acqua e dell'azzurro.

Le acque correnti, i getti d'acqua, le cascate armoniche, l'azzurra immensità del mare scorrono, dormono, cantano in fondo al nostro spirito.

Camminiamo in mezzo all'acqua prosciugata, all'acqua acre della notte fresca, il sole tornerà fra poco e ci farà arrivare in un mondo di cose blu con grandi giardini incantati e alberi pieni di uccelli e grandi frutti.

Un mondo con grandi stagni con luci all'interno e duecento pesci colorati.

E' un mondo con un'aria nuova, profumata dall'odore delle foglie, è un mondo dove si mangia secondo l'estro e dove si lavora senza fretta.

All'improvviso non si sa come ci troviamo nella terra dei sogni, dove tutto è illusione e follia, i prati verdi degradano verso i canneti e sull'acqua nuotano i cigni.

Nell'aria aleggia il suono di un'arpa e la luce obliqua ci inonda d'oro e di silenzio.

Gli uccellini nel giardino si stanno destando e i fiori profumati dei meli cadono dagli alberi.

In alto il cielo è ancora buio e una grande stella cadente balena su di noi.

Siamo circondati dalle maree pulsanti della terra, è come se le stelle piovano nel bosco intorno a noi... o forse sono lucciole.

Cavalchiamo all'impazzata lungo le rive di un lago e quel luogo ci sembra il mondo incantato, ci sembra un sogno e la nostra mente continua a guidarci nei labirinti del sogno.

Abbiamo come la sensazione che questo mondo possa fondersi da un momento all'altro nel mondo fatato.

E' come un sogno, siamo attratti dalla terra incantata e guardiamo verso l'esterno come due prigionieri.

Il tempo turbina intorno a noi; giacciamo nella radura e il sole batte sulle nostre spalle, mentre corriamo con il re Cervo percepiamo la vita.

Siamo in un giardino pieno di fiori senza profumo e di pace eterna, solo la voce dell'arpa spezza il silenzio e ci chiama, il vento canta il respiro dei fiori di melo e il profumo delle mele mature ci porta la frescura della nebbia sul lago e i suoni della corsa dei cervi nella foresta.

Ci abbandoniamo ad una immensa pace senza nome, al di là della gioia e dell'angoscia, chiudiamo gli occhi e ci troviamo sulle montagne dove vivono i nani, stanno estraendo metalli preziosi, ma a loro non piacciono i curiosi e ci mandano via, ci ritroviamo così a roteare nelle tazze da tè del cappellaio matto, dentro un immenso parco delle meraviglie in una foresta incantata.

Io ballo con il principe del castello e mi trasformo in Campanellino mentre voi siete diventati tanti maghi Merlino.

Partecipiamo ad una guerra spaziale e a un viaggio galattico, visitiamo l'isola misteriosa e andiamo alla scoperta dei tesori, grotte segrete e panorami esotici.

Insieme al coniglio bianco di Alice visitiamo il palazzo della regina di cuori, facciamo amicizia con il pirata Morgan e con Capitano Uncino che ci fanno viaggiare sui loro vascelli fantasma.

Visitiamo i luoghi dove vivono Re Artù, Ginevra, il prode Lancillotto e la fata Morgana.

Saliamo sulla slitta di babbo Natale e giochiamo con Pippi calzelunghe.

Divento la Sirenetta e sfido per amore la legge della natura.

Passeggiamo lungo la strada delle fiabe e incontriamo il castello di marzapane, mentre il paracadutista scende danzando con il suo paracadute di seta.

Da lontano scorgiamo la bella castellana che aspetta ancora il bacio del suo principe, incontriamo il gigante a dieta di cetrioli insieme alla sua amica Sofia che ci invitano a prendere il the al castello, aiutiamo il gufo terrorizzato dal buio a conquistare coraggio e insieme a lui andiamo a festeggiare il settimo compleanno del pinguino damerino che si mette in abito da sera e stappa una balena di champagne.

Non sappiamo come, ma ci ritroviamo a casa di Berretto Rosso, un malvagio folletto, lo salutiamo e scappiamo via.

Sedute tra le rocce sono le fate di montagna, ci osservano in silenzio mentre passiamo tra di loro, nel boschetto della fantasia invece troviamo un mucchio di animaletti un po' matti e insieme a loro cavalchiamo l'arcobaleno; da lassù vediamo le silfidi che si sciolgono in una pozza d'acqua sotto il sole e scendiamo a salutare pelle di conchiglia il folletto dei ruscelli, ricoperto di conchiglie che sbattono quando si muove.

Più in là le ninfe indossano una lunga veste blu, danziamo con loro fino a stancarci.

Arriviamo sotto il mare dove vivono i tritoni, portano un copricapo di penne rosse per spingersi fino negli abissi, le loro femmine sono bellissime appaiono prima delle tempeste, sono gentili e ci invitano a rimanere con loro, ma noi rifiutiamo l'invito e corriamo verso un bosco di campanelle, un luogo di sortilegi e incanti, leggiadre fanciulle recanti fiori e frutti aprono e chiudono le porte del cielo e la danza che esse intrecciano per noi ci porta fino a Orfeo che sta suonando la cetra mentre gli alberi, le piante ed i sassi gli corrono dietro, i fiumi si fermano e le belve si riuniscono intorno a lui per ascoltarlo.

Chiudiamo gli occhi e insieme viaggiamo adesso per paesi sconosciuti alla ricerca di tesori perduti... ci fermiamo in una terra di meraviglie, con alberi lussureggianti, fiori bellissimi, palazzi d'oro e d'argento, laghi pieni di pesci scintillanti e uccelli canterini dai colori smaglianti.

Le fanciulle dei conigli ci fanno cavalcare le loro galline e la loro regina vola su una bellissima libellula, le ondine ci regalano una ghirlanda e una lunga collana di foglie da appendere al collo.

La regina dei cieli è appena passata vicino a noi cavalcando sulla riva erbosa, alla criniera del cavallo sono appese 59 campanelle, ce ne getta una in segno di saluto e comincia a volare più veloce del vento, ci porta con lei in un giardino blu e fragrante dove ci offrono perle di pioggia che arrivano da un paese dove non piove mai.

Ci addormentiamo abbracciati e inseguiamo sogni fantastici perdendoci tra le nuvole, appena svegli cantiamo, urliamo e balliamo per le strade, mettiamo in scena un grande show per tutti.

Sulle ali di una colomba attraversiamo la terra dell'amore, là dove ci dimentichiamo di noi stessi e ci preoccupiamo per gli altri, corriamo in cerchio tutto intorno, facciamo un salto mortale e una piroetta, ci godiamo i colori, i nostri occhi danzano in cerchio e vediamo una striscia d'argento sospesa in cielo, la afferriamo e lei ci porta davanti a un Cow boy che ci chiede sorridendo se abbiamo visto passare di lì la principessa dai veli azzurri, ma senza aspettare risposta salta sul suo cavallo e galoppa lontano da noi.

Voliamo in un luogo dove ci sono creature fatte solo di luce che si muovono intorno a noi, un uccellino cinguetta tra i rami e l'acqua chioccola, mentre davanti a noi passano dodici cavalli neri come corvi che ci accompagnano attraverso burroni e boschi, ma sullo stagno incantato si trasformano in pavoni e volano via.

A piedi attraversiamo una foresta che non finisce mai trovandoci nel folto del bosco tra pantani e rupi misteriose, mentre il sole declina verso occidente i boschi diradano e le rocce si nascondono tra l'erica; davanti a noi appare il maniero del Signornero, attorno è vuoto e morto, ci sono gli alberi, ma senza foglie, c'è un prato, ma senza erba, c'è un fiume,ma non vi scorre l'acqua, nemmeno un uccellino canta, ne ci è un fiore figlio della terra nell'acqua nemmeno un pesciolino, lei è prigioniera nel castello di ferro, è nelle mani del cattivo Signornero, la tiene prigioniera in una torre alta, ma il principe con una magia tramuta in corvo il Signornero che vola via.

La principessa è libera e nella stalla i cavalli scalpitano e nitriscono allegri, gli alberi attorno al castello diventano verdi, i prati si coprono di fuori variopinti e nel fiume si muovono veloci una frotta di pesciolini.

Noi ci prendiamo per mano e assistiamo a bocca aperta al miracolo, anche gli animali cominciano a capire quello che diciamo, si alza un vento leggero che ci porta davanti a una corda legata al cielo e noi ci arrampichiamo fin lassù.

Udiamo una musica venire da lontano, una musica così bella che ci fa battere il cuore per la gioia, arriva dal castello di alabastro poggiato sulla nuvola più grande e più bella, intarsiato d'oro e un vento leggero e profumato d'ambra apre le porte del castello, lei è l'angelo più bello ed abita lì, indossa un bellissimo abito adornato da una coroncina di mirto.

Ci accoglie a braccia aperte e ci stringe in un grande abbraccio per non lasciarci più e portarci con lei dalla luna e dal sole.

La luna è una giovane pallida con i capelli d'argento, mentre il sole è un giovane con i capelli d'or e un volto bellissimo, il sole arriva su un carro d'oro e noi ci sediamo sopra correndo su monti e pianure.

Boschi e prati accompagnano il nostro andare e il fiume scorre frusciante al nostro fianco.

Gli alberi, i fiori, le spighe e i noccioli ci parlano, noi cantiamo insieme a loro ed essi ci comprendono.

Cantiamo canzoni di tutti i tipi, per il mattino e per la sera e per tutti gli alberi, gli animali e i fiori.

Fino a quando il grande uccello cala dalle nuvole e ci prende sulle sue ali per volare nella notte silenziosi e fluidi come il volo del gufo.

Plana davanti al palazzo di gelato e noi felici scendiamo a dargli una leccatina, poi seguiamo la via che va verso il lago e troviamo la collina dei giochi, è il regno di Giò, pieno di frutti d'oro e di bambini piccoli che ridono.

Per tutto il giorno giochiamo su per le colline e giù per i prati, intrecciamo una ghirlanda, braccialetti e una cintura profumata.

Troviamo radici di gusto delicato e miele selvatico e manna rugiadosa, sulla collina della luna c'è il nostro angolo segreto dove ci abbracciamo forte tra gli alberi di mandarino e cieli di marmellata, su un cavallo a dondolo mangiamo torte di caramella e aprendoci un varco tra gli alti fiori saliamo su un taxi fatto di giornali che ci porta ad una stazione con facchini di pongo e binari di vetro.

Saliamo su quel treno che ci riporta alla realtà, è ora di riaprire gli occhi, il viaggio è finito siamo di nuovo qui alla vita di sempre, ma domani possiamo ricominciare tutto daccapo se volete...

bacioblu

Gio'

Grazie... Questa rosa è per te Gio'... *Ginevra*

blurose.gif (43853 byte)

 

 

Immagini by Cecile

Menu Ginevra2000